luglio  2007

anno 1 n.  4

ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DI MODENA

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Gentile dottore,

In questo numero:

Etica di fine vita: documento del Consiglio Nazionale della FNOMCEO  
(di Nicolino D'Autilia)
In occasione del Consiglio nazionale  del 7 luglio u.s. sono stati resi noti i dati di un questionario che fotografa i comportamenti e le scelte dei medici quando assistono i pazienti senza speranza di vita. Il Consiglio Nazionale ha approvato un documento che interpreta quei dati (segue a fondo pagina)
Questionario dei medici italiani  sulle scelte di fine vita. NO all'eutanasia: conferma dei dettami del Codice Deontologico.
(studio ITALED-FNOMCEO)
Uno studio nazionale sulle direttive anticipate. Visualizza il documento sul sito Internet dell'Ordine (alla sezione ultime notizie)
Convenzioni di medici e odontoiatri con privati
(nota FNOMCEO prot. 7349 del 28 giugno 2007)
Come comportarsi quando si stipulano convenzioni con assicurazioni, aziende, banche, privati in genere. La risposta della Federazione Nazionale al nostro quesito.
(segue a fondo pagina)

L'assise dei medici europei approva la mozione sulla pena di morte 
Il presidente d'Autilia ha presentato in Lussemburgo  per conto della FNOMCeO  la mozione che impegna tutti i paesi del nostro continente ad abolire la pena di morte.
(segue a fondo pagina)
 
Certificati assicurativi in libera professione
Si ricorda ai colleghi che il rilascio dei certificati medici a fini assicurativi deve avvenire in regime libero professionale.
Disposizioni per il trasporto delle salme  
(il  presidente)
L'Ordine precisa alcune incombenze dei medici e delle imprese funebri in ordine alla lettera che la AUSL di Modena ha inviato ai colleghi della nostra provincia.
(segue a fondo pagina il testo della lettera)

Chiesa di Piandelagotti
(il  presidente)
Un contributo dei consiglieri dell'Ordine al restauro della chiesetta di Piandelagotti.
I consiglieri rinunciano ad un gettone di presenza (delibera di consiglio del 2-7-2007) e partecipano alle spese di ristrutturazione di un luogo di culto dedicato ai medici defunti.

Gli orari degli uffici dell'Ordine nei mesi di luglio e agosto
Nei mesi di luglio e agosto gli uffici dell'Ordine sono aperti al pubblico dal lunedi' al venerdì mattina dalle ore 10 alle 13. 

ENPAM: Dichiarazione dei redditi professionali prodotti nel corso dell'anno 2006
(dal sito Internet dell'Enpam)
Entro il 31 luglio 2007 i professionisti iscritti all'E.N.P.A.M. sono tenuti a comunicare, tramite la compilazione del Modello D, il reddito derivante dall'esercizio della professione medica e odontoiatrica prodotto nel corso dell'anno 2006. La dichiarazione del reddito professionale può essere effettuata in via telematica previa REGISTRAZIONE presso l'Area Riservata del Portale della Fondazione oppure compilando l'apposito modulo disponibile anche presso la segreteria dell'Ordine. 
Per ulteriori informazioni visita la pagina del sito Enpam (www.enpam.it)
 
Si può ancora aderire alla polizza sanitaria ENPAM fino al 31/07/2007
(dal sito Internet dell'Enpam)
Si può ancora aderire alla polizza sanitaria ENPAM fino al 31/07/2007 mantenendo inalterata la decorrenza della copertura assicurativa al 1° giugno 2007.
Il nuovo termine di scadenza è valido per tutti: sia per coloro già assicurati per il periodo maggio 2006 - maggio 2007 (che devono soltanto rinnovare per la nuova annualità), sia per i nuovi aderenti. Informazioni e modulistica alla pagina del sito Enpam (www.enpam.it)

 

APPROFONDIMENTI

Etica di fine vita: documento del Consiglio Nazionale della FNOMCEO  
(di Nicolino D'Autilia)
(segue dalla prima)

DOCUMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCeO

approvato all'unanimità 

UDINE - 7 LUGLIO 2007 

I primi dati dell’indagine promossa e gestita autonomamente dalla FNOMCeO con il supporto delle principali organizzazioni mediche, sotto l’egida di un Comitato di Garanti, riguardante le opinioni e le pratiche dei medici nelle fasi di fine vita dei loro pazienti, confermano, sul piano della prassi clinica, il rispetto dei valori fondanti il nuovo Codice Deontologico, assicurando i cittadini che la professione medica mantiene e vuole riaffermare quel ruolo di garanzia, di solidarietà e di rispetto dei valori umani che, nei secoli, ne ha costituito il segno di appartenenza.

Questi principi, in un’epoca di profonde trasformazioni sociali e di molteplici presenze di etnie, religioni e idealità, in un mondo unificato dalla tecnica, rappresentano un punto di riferimento per la civile convivenza, per un dibattito teso all’incontro tra gli uomini, per la riaffermazione dei principi etici della solidarietà umana, nei momenti in cui ogni uomo pone le domande più ardue e personali.

Non è facile il compito dei medici che debbono trovare, all’interno dei suddetti principi,  il filo del loro agire posto a difesa della dignità e della qualità della vita del paziente, delle sue decisioni e delle sue scelte, della sua salute fisica e psichica e del sollievo della sofferenza, in un’alleanza tra pari, nel quadro della doverosa attenzione all’equità.

I medici sono contrari all’eutanasia e ad ogni forma di accanimento terapeutico così come sancito dal Codice di Deontologia Medica.

I medici italiani ritengono che, qualora il legislatore decidesse di intervenire in materia di dichiarazioni di volontà anticipate di trattamento sanitario, debba preliminarmente essere garantita una efficace rete di tutela dei soggetti più deboli perché inguaribili, terminali, morenti, ancor più se divenuti incapaci.

Occorrerà inoltre definire il profilo del miglior esercizio del principio di autodeterminazione, a nostro giudizio compiutamente esigibile e praticabile all’interno di una alleanza terapeutica fondata sulla reciproca fiducia, informazione, consenso, scambio e rispetto dei reciproci valori etici e civili e delle rispettive libertà.

 Emerge dunque il pressante bisogno di ridefinire nuovi profili di cura e di avvicinare a questa responsabilità tecnico professionale la presa in carico di queste fragilità che va oltre questo nostro impegno.

Per realizzare queste premesse è necessaria una maggior consapevolezza della necessità di interventi globali nell’assistenza al morente, per la quale i medici, già impegnati per una formazione più adeguata, chiedono alla società più risorse dedicate, che il tempo di ascolto non sia coartato da inutili incombenze burocratiche e che si prosegua nell’opera formativa ed informativa, anche con il potenziamento della ricerca scientifica sui temi di fine vita e delle cure palliative.

L’indipendenza del medico, cittadino al servizio di altri cittadini, è l’unica garanzia che le richieste di cura e le scelte di valori dei pazienti siano accolte nel continuo sforzo di aiutare chi soffre e ha il diritto di essere accompagnato con competenza, solidarietà e  amore nel momento della morte.

 


Etica di fine vita: documento del Consiglio Nazionale della FNOMCEO  
(di Nicolino D'Autilia)
(segue dalla prima)

DOCUMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA FNOMCeO

approvato all'unanimità 

UDINE - 7 LUGLIO 2007 

I primi dati dell’indagine promossa e gestita autonomamente dalla FNOMCeO con il supporto delle principali organizzazioni mediche, sotto l’egida di un Comitato di Garanti, riguardante le opinioni e le pratiche dei medici nelle fasi di fine vita dei loro pazienti, confermano, sul piano della prassi clinica, il rispetto dei valori fondanti il nuovo Codice Deontologico, assicurando i cittadini che la professione medica mantiene e vuole riaffermare quel ruolo di garanzia, di solidarietà e di rispetto dei valori umani che, nei secoli, ne ha costituito il segno di appartenenza.

Questi principi, in un’epoca di profonde trasformazioni sociali e di molteplici presenze di etnie, religioni e idealità, in un mondo unificato dalla tecnica, rappresentano un punto di riferimento per la civile convivenza, per un dibattito teso all’incontro tra gli uomini, per la riaffermazione dei principi etici della solidarietà umana, nei momenti in cui ogni uomo pone le domande più ardue e personali.

Non è facile il compito dei medici che debbono trovare, all’interno dei suddetti principi,  il filo del loro agire posto a difesa della dignità e della qualità della vita del paziente, delle sue decisioni e delle sue scelte, della sua salute fisica e psichica e del sollievo della sofferenza, in un’alleanza tra pari, nel quadro della doverosa attenzione all’equità.

I medici sono contrari all’eutanasia e ad ogni forma di accanimento terapeutico così come sancito dal Codice di Deontologia Medica.

I medici italiani ritengono che, qualora il legislatore decidesse di intervenire in materia di dichiarazioni di volontà anticipate di trattamento sanitario, debba preliminarmente essere garantita una efficace rete di tutela dei soggetti più deboli perché inguaribili, terminali, morenti, ancor più se divenuti incapaci.

Occorrerà inoltre definire il profilo del miglior esercizio del principio di autodeterminazione, a nostro giudizio compiutamente esigibile e praticabile all’interno di una alleanza terapeutica fondata sulla reciproca fiducia, informazione, consenso, scambio e rispetto dei reciproci valori etici e civili e delle rispettive libertà.

 Emerge dunque il pressante bisogno di ridefinire nuovi profili di cura e di avvicinare a questa responsabilità tecnico professionale la presa in carico di queste fragilità che va oltre questo nostro impegno.

Per realizzare queste premesse è necessaria una maggior consapevolezza della necessità di interventi globali nell’assistenza al morente, per la quale i medici, già impegnati per una formazione più adeguata, chiedono alla società più risorse dedicate, che il tempo di ascolto non sia coartato da inutili incombenze burocratiche e che si prosegua nell’opera formativa ed informativa, anche con il potenziamento della ricerca scientifica sui temi di fine vita e delle cure palliative.

L’indipendenza del medico, cittadino al servizio di altri cittadini, è l’unica garanzia che le richieste di cura e le scelte di valori dei pazienti siano accolte nel continuo sforzo di aiutare chi soffre e ha il diritto di essere accompagnato con competenza, solidarietà e  amore nel momento della morte.

 

  

 


Convenzioni di medici e odontoiatri con enti privati
(nota FNOMCEO prot. 7349 del 28 giugno 2007) 

(segue dalla prima)

Nota  FNOMCEO prot. 7349 del 28 giugno 2007 indirizzata all'Ordine di Modena

Oggetto: liberi professionisti: convenzioni

In riferimento alla nota del 12 giugno u.s. concernente il ruolo degli Ordini nell'ambito delle convenzioni con enti privati che i liberi professionisti intendono sottoscrivere, facciamo presente quanto appresso.

L'articolo 65, 1°comma, del nuovo Codice di Deontologia Medica prescrive: "I medici sono tenuti a comunicare all'Ordine territorialmente competente ogni accordo, contratto o convenzione privata diretta allo svolgimento dell'attività professionale al fine della valutazione della conformità ai principi di decoro, dignità e indipendenza della professione".

E' evidente, quindi, che gli Ordini sono chiamati a svolgere la loro valutazione, al fine di evitare che vengano sottoscritte convenzioni lesive della deontologia professionale.

Il  recente contenzioso fra la Federazione e l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è concluso con la decisione del Consiglio di Stato n. 1099/2007 che ha confermato la sentenza in primo grado del TAR Lazio, negando la legittimazione degli Ordini dei Medici e della loro Federazione ad intervenire sui rapporti di contenuto economico che si instaurano tra i sanitari e le mutue volontarie, in maniera tale da orientare la competizione concorrenziale fra i sanitari.

Il  rapporto, quindi, fra l'Ordine e l'iscritto dovrà inquadrarsi nell'ambito di quei doveri di collaborazione reciproca espressamente sanciti dall'articolo 64 del Codice di Deontologia Medica.



L'assise dei medici europei approva la mozione sulla pena di morte 
(segue dalla prima)

G. I. P. E. F.
(Grecia Italia Portogallo Spagna Francia Belgio Cipro Slovenia Lussemburgo Albania)

La delegazione italiana propone ai membri del GIPEF riuniti a Palermo il 26 Maggio 2007 la seguente mozione:

VISTO 
l’impegno deontologico dei medici europei a tutela della vita che prevede che il medico non debba in alcun modo collaborare, partecipare o semplicemente presenziare a esecuzioni capitali o ad atti di tortura o a trattamenti crudeli o praticare per finalità diversa da quelle diagnostiche e terapeutiche, alcuna forma di mutilazione o menomazione;

PRESO ATTO
altresì del mandato conferito dal Consiglio dell’Unione Europea all’Italia e alla Presidenza tedesca per un testo di risoluzione da presentare alle Nazioni Unite sulla moratoria per la pena di morte;

SOLLECITA
il Comitato Permanente dei Medici Europei alla presentazione di una mozione da sottoporre all’approvazione della prossima riunione del Consiglio CPME che si svolgerà a Mondorf Le Bain il 16 Giugno 2007 con la quale si solleciti il Parlamento Europeo a sostenere con tutti i mezzi necessari e nelle sedi adeguate, l’iniziativa per la moratoria universale della pena di morte.



Disposizioni per il trasporto delle salme  
(il  presidente)
(segue dalla prima)   

Prot. N. 1850                                                                         Modena,  10  luglio  2007

                                                                                                Gent.mo Dott. G Caroli                                                                                                  Direttore Generale                                                                                                 AUSL di Modena

                                                                                                 Gent.mo Dott. A.    Guerzoni
                                                                                                 Direttore Sanitario  
                                                                                                 AUSL di Modena

   Gentili Direttori 
   dei Dipartimenti Cure Primarie  
   AUSL di Modena   

OGGETTO:   disposizioni per il trasporto delle salme. 

Nei giorni scorsi è pervenuta a molti medici della provincia di Modena la lettera con la quale si impartivano le disposizioni per il trasporto delle salme dall’ alloggio  nel quale avviene il decesso alle strutture indicate nella Legge Regionale n. 19/04.

            La normativa risulta in questo senso particolarmente attenta a definire sia i diversi ruoli dei professionisti impegnati nei vari ambiti di competenza, sia delle imprese funebri incaricate al servizio.

            Quest’Ordine ritiene opportuno, al fine di evitare spiacevoli e dolorosi disguidi (come già peraltro accaduto in passato) precisare che il trasporto della salma dal luogo del decesso alle sedi di cui sopra deve avvenire solo ed esclusivamente dopo la redazione dell’attestato medico per il trasporto della salma di cui all’art. 10, C2 LR 19/04, ad opera del medico certificatore.

Nel caso che il trasporto della salma avvenisse senza tale attestazione preliminare la responsabilità civile e penale ricadrebbe esclusivamente sull’impresa funebre incaricata del servizio.

            Si pregano pertanto le SS.LL. di fornire un’adeguata e tempestiva informazione a tutte le imprese funebri della provincia di Modena.

            Nel ringraziare per la consueta fattiva collaborazione, colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti.    

Il Presidente
Dott. N. D'Autilia  

 


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Grafica e aggiornamento:

Federica Ferrari