ottobre 2008

anno 2  n.  8

ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DI MODENA

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Gentile    collega,

In questo numero:

Elezioni per il rinnovo degli organi istituzionali dell'Ordine triennio 2009-2011

Quorum non raggiunto nella prima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine dei medici e del Collegio dei revisori dei conti: si torna a votare 

sabato 18 ottobre 2008 dalle 10 alle 20
domenica 19 ottobre 2008 dalle 10 alle 20
lunedì 20 ottobre 2008 dalle 10 all
e 20

gli iscritti sono convocati presso la sede dell'Ordine in P.le Boschetti n. 8 - Modena.

L'Ordine di Modena a fianco dei colleghi in formazione specialistica
Il presidente dell'Ordine, Dott. D'Autilia, è intervenuto all'assemblea indetta il 10 ottobre  dall'Associazione dei medici specializzandi presso il Policlinico per discutere della circolare inviata dall'INPS sulla richiesta di un maggiore obbligo contributivo. L'INPS infatti ha stabilito che "ai medici in formazione specialistica deve essere applicata sempre l'aliquota piena, indipendentemente dalla loro iscrizione all'ENPAM e dall'eventuale svolgimento di contemporanea attività di tipo professionale." Ne deriverebbe che all'INPS andrebbero versati i contributi relativi anche al 2006 e al 2007. L'Ordine di Modena ha portato un primo contributo del legale Avv.to Fregni, e il presidente ha assicurato ai colleghi il pieno appoggio del Consiglio alle loro eventuali iniziative legali sensibilizzandoli anche sul tema di una giusta e maggiormente remunerativa appartenenza all'ENPAM piuttosto che all'INPS.

Il Dott. Ghassan Daya è deceduto l'8 ottobre 2008
Segretario provinciale della F.I.M.M.G. (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e vice-segretario regionale dello stesso sindacato era impegnato da anni nella valorizzazione della medicina del territorio attraverso i percorsi della formazione, della integrazione territorio e ospedale e della informatizzazione degli studi medici sul territorio. Era stato tra i fondatori e primo presidente dell'Associazione Angela Serra. Il Consiglio dell'Ordine partecipa al lutto che ha colpito la famiglia del collega. 

Documento sui tempi di lavoro della FNOMCeO: Venezia 2 ottobre 2008
La Federazione Nazionale degli Ordini interviene sul problema dei tempi di lavoro in modo fermo e chiaro con un documento approvato a Venezia da tutti gli Ordini dei Paesi del Mediterraneo. Il documento che interessa principalmente i colleghi ospedalieri si oppone alle proposte di modifica della Direttiva europea sui tempi di lavoro, a garanzia della sicurezza dei pazienti. (segue a fondo pagina)

Convegno sull'obiezione di coscienza tra legge civile e legge morale - Modena, 18 ottobre 2008 - Centro Famiglia di Nazareth    
Importante iniziativa dell'Associazione medici cattolici a Modena sull'obiezione di coscienza.(segue a fondo pagina)

No della FNOMCeO alle ricette con il solo principio attivo
Di fronte all'ipotesi ventilata dal Governo e dall'A.I.F.A. che si renderebbe obbligatoria la prescrizione medicinale esclusivamente attraverso l'indicazione del principio attivo, la FNOMCeO ha emanato una nota di protesta nella quale si rivendica "l'azione autonoma e responsabile del medico" quale cardine di un rapporto di fiducia tra medico e cittadino. 

Dal 22 settembre è operativo l'accesso controllato al centro storico di Modena
Pervengono agli uffici dell'Ordine richieste di chiarimenti in merito all'accesso in centro storico della città di Modena. Si ritiene utile, a questo riguardo, ribadire alcuni punti essenziali.
I colleghi  medici di medicina generale e  pediatri di libera scelta convenzionati con il Distretto 3 della AUSL di Modena nonchè i cardiologi liberi professionisti di Modena sono autorizzati ad accedere al centro storico ma  è comunque sempre necessario esporre sulla vettura l'emblema auto rilasciato dall'Ordine. I medici sostituti di MMG e pediatri di libera scelta dovranno richiedere di volta in volta il permesso all'Ordine dei Medici e questo avrà la validità del periodo di sostituzione.

 

Il personale dell'Ordine incaricato per consulenze e pratiche  Enpam  
riceve i colleghi i lunedì e mercoledì dalle 10 alle 12 previo appuntamento
All’Enpam di  Roma è inoltre attivo il servizio SAT SERVIZIO ACCOGLIENZA TELEFONICA 06-48294829   FAX 0648294444    E.MAIL     sat@enpam.it per informazioni a tutti gli iscritti.  

                          

APPROFONDIMENTI

Documento sui tempi di lavoro della FNOMCeO: Venezia 2 ottobre 2008
(segue dalla prima)

La Federazione Nazionale degli Ordini interviene sul problema dei tempi di lavoro in modo fermo e chiaro con un documento approvato a Venezia da tutti gli Ordini dei Paesi del Mediterraneo. Il documento che interessa principalmente i colleghi ospedalieri si oppone alle proposte di modifica della Direttiva europea sui tempi di lavoro, a garanzia della sicurezza dei pazienti. 

PER UN TEMPO DI LAVORO RAGIONEVOLE AL FINE DI GARANTIRE LA SICUREZZA DEI PAZIENTI 

DICHIARAZIONI COMUNI SULLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RECANTE MODIFICHE DELLA DIRETTIVA 2003/88 RIGUARDANTE ALCUNI ASPETTI SULLA ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO DI LAVORO (DELEGAZIONI  DEGLI ORDINI E COLLEGI DEI MEDICI DI FRANCIA, GRECIA, ITALIA, SPAGNA, PORTOGALLO E BELGIO)

Gli Ordini e Collegi dei Medici di Francia, Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Belgio si oppongono alla proposta di revisione della Direttiva EWTD 2003/88 così come proposta dal Consiglio “Occupazione, Politica Sociale, Salute e Consumatori” (EPSCO) e invita il Parlamento Europeo ad emendarlo in modo tale da non rimettere in discussione i progressi sociali già acquisiti.

Considerato che l’obiettivo della Direttiva è quella di proteggere la salute e la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori, così come anche quello di proteggere l’esercizio della professione, la salute e l’interesse verso la professione al fine di realizzare la più elevata qualità delle cure in Europa

Gli Ordini e Collegi dei Medici di Francia, Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Belgio chiedono:

1.Di mantenere la legislazione attuale così come definita dalla Direttiva 2003/88/CE.

2.Di abbandonare l’intenzione di introdurre la differenza tra tempo di guardia attiva e inattiva.

3.Che il periodo di riferimento non debba superare i sei mesi.

4.Che il tempo di lavoro addizionale (opt-out) debba essere abrogato.

5.Un riposo compensativo debba essere usufruito immediatamente dopo il periodo di lavoro nell’interesse stesso della sicurezza dei pazienti. 
                       

*********************************************************************************************************

  G .I P. E. F.

(Grecia Italia Portogallo Spagna Francia Belgio Cipro Slovenia Lussemburgo Albania) 

PER UN TEMPO DI LAVORO RAGIONEVOLE AL FINE DI GARANTIRE LA SICUREZZA DEI PAZIENTI 

DICHIARAZIONI COMUNI IN RIFERIMENTO ALLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RECANTI MODIFICHE DELLA DIRETTIVA 2003/88/CE CONCERNENTE TALUNI ASPETTI DELL’ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO.  

Le delegazioni rappresentative delle Istituzioni professionali mediche di Grecia Italia  Portogallo Spagna Francia Belgio, nel corso dei lavori del G.I.P.E.F., svoltisi il 2 ottobre 2008 a Venezia (Isola di San Servolo) hanno esaminato le proposte di modifica della Direttiva  EWTD 2003/88/CE, come definite successivamente all’accordo, votato nel giugno 2008, a maggioranza qualificata, dai rappresentanti dei Ministri del Lavoro di 27 nazioni europee.

Al termine della discussione le delegazioni hanno convenuto che: 

  1. sono del tutto validi e attuali i principi fondanti posti in premessa alla Direttiva 93/104 CE concernente taluni aspetti sull’organizzazione dell’orario di lavoro successivamente ripresi ed integrati nella Direttiva 2003/88/ CE finalizzati a coniugare il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro con le esigenze di sviluppo della produttività dei servizi e delle imprese;
  2. è necessario allineare la normativa riguardante l’organizzazione dell’orario di lavoro dei medici in formazione con quello più generale così come prevista nella direttiva 2000/34 CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.
  3. le disposizioni contenute nella EWTD 2003/88/CE non sono, per i medici  ulteriormente negoziabili riducendo modalità e principi  di tutela.

In particolare le delegazioni riunite nel GIPEF sottolineano come tutte le modifiche prospettate e presentate come modello di “Flexicurity”, in ambito sanitario non solo riducono le tutele della salute dei medici ma anche la sicurezza (e la salute ) dei pazienti. Le  attività del medico infatti si caratterizzano come servizi alla persona su un bene tutelato da principi comunitari e nazionali indisponibili (la salute) ed il medico minacciato sui suoi equilibri psicofisici è una potenziale minaccia per la salute dei suoi pazienti. 

Nello specifico, in riferimento alle proposte di modifica della EWTD 2003/88/CE,  le delegazioni mediche riunite nel GIPEF assumono le seguenti posizioni. 

  1. Va respinta la proposta di modifica che aggiunge alle due definizioni di orario di lavoro (art. 2 comma 1 ) e periodi di riposo ( art.2 comm. 2 ) due nuove definizioni e più precisamente “on call work” (comma 1 bis ) e “inactive part of on call work”  (comma 1 ter); solo il primo dei due entrerebbe a far parte del tempo di lavoro salvo diversa regolamentazione pattizia o legislazione nazionale. Questa proposta tende a superare gli effetti giuridici delle sentenze della Corte di Giustizia Europea Simap (causa C 303/98 del 3/10/2000) e  Jaeger (causa C 151/02 del 9/10/2003) che avevano sancito come tempo di lavoro la presenza e la disponibilità del medico (on call work). Questa scomposizione del tempo di lavoro tra quello attivo ed inattivo è irrazionale ed impraticabile sul piano organizzativo e gestionale nonché terreno fertile di contenziosi in materia di responsabilità professionale, infine minaccioso per la sicurezza dei pazienti potendosi asserire che in realtà in un turno di 14 ore, anche notturne, solo 8 sono conteggiate come attive ai fini della durata massima settimanale del lavoro.
  1. Non  è accettabile, la proposta (art. 16 bis) di consentire agli stati nazionali per via regolamentare pattizia o legislativa l’estensione fino a 12 mesi del periodo di riferimento per il calcolo della durata massima settimanale del lavoro (art. 6 EWTD 2003/88/CE). Alcune proposte secondo le quali la durata del periodo di riferimento non può essere superiore a quella del contratto di lavoro mitiga ma non corregge gli effetti negativi di questa previsione di modifica su coloro che hanno più contratti di varia durata.
  1. Non è condivisibile la proposta di modifiche  agli articoli 17 ( paragrafi 2 e 5 ) e 18 ( comma 3 ) della EWTD 2003/88/CE che riconducono ad “ un limite ragionevole “ comunque non oltre le 72 ore, il riposo compensativo ed entro 14 giorni quello settimanale. Come documentato da una vasta letteratura scientifica in materia, il riposo giornaliero, per assolvere alle sue finalità di tutela della salute del lavoratore e, nel caso dei medici , la sicurezza dei pazienti, deve immediatamente seguire  il tempo di lavoro.
  1. E’ da respingere, in particolare  per i medici,  la proposta di estendere ulteriormente la deroga prevista all’art. 22 della EWTD 2003/88/CE , affidando all’ “opt-out” individuale la scelta di portare oltre le 48 ore la durata massima  settimanale del lavoro,  che verrebbe quindi innalzata a  60 ore  o 65 ore, rispettivamente escludendo o includendo nel conteggio la”  parte inattiva dell’orario di lavoro”  Riteniamo che il principio dell’ opting-out individuale è, in assoluto, discutibile sotto molti profili, minando le stesse basi  etiche, giuridiche e sociali della EWTD che non a caso ne prevedeva l’esaurimento . In modo del tutto specifico per i medici, questa eventuale scelta , ancorché libera, comporterebbe  la piena disponibilità di un bene  che in realtà non appartiene al lavoratore e cioè la sicurezza dei pazienti.

In conclusione, con le motivazioni suddette, le rappresentanze mediche che collaborano all’interno del GIPEF: 

a)                 chiedono che tutti i medici, compresi quelli in formazione, vengano esclusi dal regime delle modifiche della EWTD 2003/88/CE;

b)                  confermano il loro impegno in tutte le organizzazioni mediche europee per una azione forte di pressione sul Parlamento Europeo e Consiglio, chiamato nei prossimi mesi a votare la nuova direttiva;

c)                  propongono alle organizzazioni professionali mediche della Comunità Europea  di affiancare a queste azioni istituzionali, una serie di iniziative nazionali  che portino ad una giornata di mobilitazione unitaria dei medici europei a sostegno di una organizzazione dell’orario di lavoro del medico che affianchi al rispetto delle esigenze delle strutture non solo i diritti alla tutela delle condizioni di vita e di lavoro dei professionisti  ma anche la sicurezza dei pazienti.  


Convegno sull'obiezione di coscienza tra legge civile e legge morale - Modena, 18 ottobre 2008 - Centro Famiglia di Nazareth    
(segue dalla prima)

Importante iniziativa dell'Associazione medici cattolici a Modena sull'obiezione di coscienza.

"L’obiezione di coscienza scaturisce dal difficile equilibrio tra legge, libertà e coscienza. Nell’ordinamento democratico è norma quanto la maggioranza dei cittadini riconosce come morale, senza attribuirgli alcun valore oggettivo e permanente.

Tale relativismo può riguardare qualsiasi provvedimento, ma quando è in gioco il rispetto della vita è evidente l’anomalia normativa che legittima la soppressione del non nato, del malato cronico irrecuperabile, del carcerato condannato a morte.

Come la coscienza universale giustamente reagisce nei confronti di crimini contro l’umanità, dei quali il secolo passato ha fatto ben tristi esperienze, così, quando si tratta della vita e dei diritti fondamentali iscritti nel cuore dell’uomo, l’introduzione di legislazioni ingiuste e contrarie a tali diritti obbliga i cittadini, che credono nella vita in sé come dono umano o divino, a non partecipare ad azioni ritenute moralmente delittuose, anche se al prezzo del sacrificio della propria professione.

Non è una posizione negativa o di disimpegno, ma altamente propositiva, soprattutto se associata all’aiuto di chi è in difficoltà economica e di coscienza ed all’impegno per una legislazione a favore della vita umana e per una maggiore coscientizzazione sociale. (visualizza il programma sul internet dell'Ordine) 

   


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Grafica e aggiornamento: Federica Ferrari