|
ottobre 2008 anno 2 n. 8 |
ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DI MODENA |
![]() | |||||||||||||||||
|
LETTER | ||||||||||||||||||
|
|
Gentile collega,
Documento
sui tempi di lavoro della FNOMCeO: Venezia 2 ottobre 2008 DICHIARAZIONI
COMUNI SULLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO RECANTE MODIFICHE DELLA DIRETTIVA 2003/88 RIGUARDANTE
ALCUNI ASPETTI SULLA ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO DI LAVORO (DELEGAZIONI
DEGLI ORDINI E COLLEGI DEI MEDICI DI FRANCIA, GRECIA, ITALIA,
SPAGNA, PORTOGALLO E BELGIO) Gli
Ordini e Collegi dei Medici di Francia, Grecia, Italia, Spagna,
Portogallo e Belgio si oppongono alla proposta di revisione della
Direttiva EWTD 2003/88 così come proposta dal Consiglio
“Occupazione, Politica Sociale, Salute e Consumatori” (EPSCO) e
invita il Parlamento Europeo ad emendarlo in modo tale da non
rimettere in discussione i progressi sociali già acquisiti. Considerato
che l’obiettivo della Direttiva è quella di proteggere la salute
e la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori, così come anche
quello di proteggere l’esercizio della professione, la salute e
l’interesse verso la professione al fine di realizzare la più
elevata qualità delle cure in Europa Gli
Ordini e Collegi dei Medici di Francia, Grecia, Italia, Spagna,
Portogallo e Belgio chiedono: 1.Di
mantenere la legislazione attuale così come definita dalla
Direttiva 2003/88/CE. 2.Di
abbandonare l’intenzione di introdurre la differenza tra tempo di
guardia attiva e inattiva. 3.Che
il periodo di riferimento non debba superare i sei mesi. 4.Che
il tempo di lavoro addizionale (opt-out) debba essere abrogato. 5.Un
riposo compensativo debba essere usufruito immediatamente dopo il
periodo di lavoro nell’interesse stesso della sicurezza dei
pazienti. ********************************************************************************************************* G .I P.
E. F. (Grecia Italia
Portogallo Spagna Francia Belgio Cipro Slovenia Lussemburgo Albania) PER
UN TEMPO DI LAVORO RAGIONEVOLE AL FINE DI GARANTIRE LA SICUREZZA DEI
PAZIENTI DICHIARAZIONI
COMUNI IN RIFERIMENTO ALLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO
EUROPEO E DEL CONSIGLIO RECANTI MODIFICHE DELLA DIRETTIVA 2003/88/CE
CONCERNENTE TALUNI ASPETTI DELL’ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI
LAVORO. Le
delegazioni rappresentative delle Istituzioni professionali mediche
di Grecia Italia Portogallo
Spagna Francia Belgio, nel corso dei lavori del G.I.P.E.F., svoltisi
il 2 ottobre 2008 a Venezia (Isola di San Servolo) hanno esaminato
le proposte di modifica della Direttiva
EWTD 2003/88/CE, come definite successivamente all’accordo,
votato nel giugno 2008, a maggioranza qualificata, dai
rappresentanti dei Ministri del Lavoro di 27 nazioni europee. Al
termine della discussione le delegazioni hanno convenuto che:
In
particolare le delegazioni riunite nel GIPEF sottolineano come tutte
le modifiche prospettate e presentate come modello di “Flexicurity”,
in ambito sanitario non solo riducono le tutele della salute dei
medici ma anche la sicurezza (e la salute ) dei pazienti. Le
attività del medico infatti si caratterizzano come servizi
alla persona su un bene tutelato da principi comunitari e nazionali
indisponibili (la salute) ed il medico minacciato sui suoi equilibri
psicofisici è una potenziale minaccia per la salute dei suoi
pazienti. Nello
specifico, in riferimento alle proposte di modifica della EWTD
2003/88/CE, le
delegazioni mediche riunite nel GIPEF assumono le seguenti
posizioni.
In
conclusione, con le motivazioni suddette, le rappresentanze mediche
che collaborano all’interno del GIPEF: a)
chiedono che tutti i medici, compresi quelli in formazione,
vengano esclusi dal regime delle modifiche della EWTD 2003/88/CE; b)
confermano il loro impegno in tutte le organizzazioni mediche
europee per una azione forte di pressione sul Parlamento Europeo e
Consiglio, chiamato nei prossimi mesi a votare la nuova direttiva; c)
propongono alle organizzazioni professionali mediche della
Comunità Europea di
affiancare a queste azioni istituzionali, una serie di iniziative
nazionali che portino
ad una giornata di mobilitazione unitaria dei medici europei a
sostegno di una organizzazione dell’orario di lavoro del medico
che affianchi al rispetto delle esigenze delle strutture non solo i
diritti alla tutela delle condizioni di vita e di lavoro dei
professionisti ma anche la sicurezza dei pazienti. Convegno
sull'obiezione di coscienza tra legge civile e legge morale -
Modena, 18 ottobre 2008 - Centro
Famiglia di Nazareth "L’obiezione
di coscienza scaturisce dal difficile equilibrio tra legge, libertà
e coscienza. Nell’ordinamento democratico è norma quanto la
maggioranza dei cittadini riconosce come morale, senza attribuirgli
alcun valore oggettivo e permanente. Tale
relativismo può riguardare qualsiasi provvedimento, ma quando è in
gioco il rispetto della vita è evidente l’anomalia normativa che
legittima la soppressione del non nato, del malato cronico
irrecuperabile, del carcerato condannato a morte. Come
la coscienza universale giustamente reagisce nei confronti di
crimini contro l’umanità, dei quali il secolo passato ha fatto
ben tristi esperienze, così, quando si tratta della vita e dei
diritti fondamentali iscritti nel cuore dell’uomo,
l’introduzione di legislazioni ingiuste e contrarie a tali diritti
obbliga i cittadini, che credono nella vita in sé come dono umano o
divino, a non partecipare ad azioni ritenute moralmente delittuose,
anche se al prezzo del sacrificio della propria professione. Non è una posizione negativa o di disimpegno, ma altamente propositiva, soprattutto se associata all’aiuto di chi è in difficoltà economica e di coscienza ed all’impegno per una legislazione a favore della vita umana e per una maggiore coscientizzazione sociale." (visualizza il programma sul internet dell'Ordine)
Sei iscritto alla presente newsletter come: %email% Grafica e aggiornamento: Federica Ferrari | ||||||||||||||||||